28 luglio 2026: una delegazione dell’Accademia agli scavi di S. Maria di Pietrarossa

Una delegazione dell’Accademia, composta dalla presidente, prof.ssa Liana Di Marco, dal segretario generale, dottor Roberto Quirino , dal consigliere, maestro Francesco Corrias e dal socio corrispondente, prof. Umberto Cornelli, si è recata in visita al cantiere di scavo di Santa Maria di Pietrarossa, dove è stata ricevuta dalla prof.ssa Donatella Scortecci dell’Università di Perugia e dal dottor Alessio Pascolini, che hanno illustrato lo scavo e guidato il gruppo nella visita.  L’attenzione della squadra di archeologi al lavoro in questo sito è ora incentrata su una serie di testimonianze e di evidenze, che documentano la lunga frequentazione del sito, correlata con la navigabilità del Clitumno e con la vicinissima via Flaminia. Tale frequentazione è databile, sulla base di molti indizi, almeno a partire  a partire dall’età repubblicana fino all’età imperiale. Quanto è emerso, una grande domus  e un complesso la cui funzione è tuttora oggetto di ipotesi, risale agli inizi dell’età imperiale. Di particolare interesse è la grande struttura absidata, all’origine, probabilmente, un locale di rappresentanza, che non è escluso possa poi aver assunto la funzione di edificio di culto cristiano. Non è stato possibile vedere i mosaici di cui la professoressa Scorteccci ha scritto sull’ultimo numero di “Spoletium”, nel saggio Il pavimento a mosaico con temi marini e Scilla da Pietrarossa (Trevi, Perugia), in quanto ricoperti una volta terminatene le indagini. La loro singolarità consiste nel fatto che rappresentano divinità acquatiche riferentesi alla tumultuosità delle acque, come Scilla. Che il luogo sia stato infine rifunzionalizzato in chiave cristiana, è documentato dal rinvenimento di alcuni oggetti, fra cui una lanterna recante l’immagine della croce.

Nelle foto, alcuni momenti della visita.